Chi disse tutte le azioni umane eguali, e indifferenti, profferì un grande assurdo...
Quando il beneficio fosse eguale all’assassinio, gli uomini sarebbero pure macchine...
Ciascuno è fornito delle necessarie facoltà per giungere alla cognizione del bene, alla cognizione de’ suoi doveri per conformarvi le volontarie azioni.
Tal verità non richiede né operazioni di calcolo, né speculazioni metafisiche; basta consultare il proprio cuore.
Se nulla di morale fosse in noi uomini, donde mai ci verrebbero gli entusiasmi, e i trasporti per l’anime benefiche, l’avversione, e l’esecrazione per le viziose? Esiste dunque una distinzione primordiale fondata sulla legge eterna. I corpi agivano gli uni su degli altri, prima che Newton dimostrasse l’attrazione; vi erano de’ rapporti di giustizia, prima che si pubblicassero le leggi. La Grecia abbondava di virtuosi, prima che Socrate avesse lodata la virtù....
Gli uomini hanno fatto milioni di leggi per punire i delitti, e non ne hanno stabilita pur una per premiare le virtù.
Questo testo è tratto da un libro di Giacinto Dragonetti pubblicato nel 1765. Meditate, gente, meditate!

